Quando la punta fa la differenza. Di classe sociale.

Verso il 1400, nelle corti d’Europa, l’estensione della punta delle calzature indicava la classe sociale di appartenenza . Vi erano editti reali che regolamentavano la lunghezza delle scarpe, e se si osava fare sfoggio di calzature con misure non concesse al proprio rango, si incorreva in sanzioni. Ce lo racconta Graziano Dal Barco, produttore di calzature storiche ad Arzignano. Respirata da sempre in famiglia la passione per la scarpa su misura e apprese dal padre le tecniche tradizionali per realizzarle, Graziano dà sfogo al suo interesse per le calzature storiche e crea una attività specializzata nella loro riproduzione, da esemplari dell’epoca romana fino a quelli del XVIII secolo. Graziano compie un percorso scolastico che dalla tecnica conciaria va al modellismo per calzature, ma invece di seguire la via professionale più scontata nell’industria calzaturiera o nella concia, integra il lavoro paterno, una storica bottega di calzolaio ad Arzignano, inventandosi una attività tutta sua. Lo fa grazie ad una ricerca rigorosa sulla storia e l’evoluzione del costume, indagini iconografiche approfondite, investendo molto tempo e risorse in viaggi e studi, crea una rete di contatti in tutta Europa e dà vita ad una attività pressoché unica nel suo genere.
Ma chi sono gli appassionati e i clienti di Graziano Dal Barco? Ad esempio i molti amanti delle rievocazioni storiche, ma anche compagnie di teatro e qualche produzione cinematografica. Le sue creazioni sono fedeli riproduzioni di ciò che fu in uso nel tempo antico, testimoni di una evoluzione che non viene dimenticata.
La storia di Graziano è anch’essa un riconoscimento alla tradizione conciaria del distretto vicentino che gli ha consentito di imparare le tecniche di lavorazione della pelle, lo ha aiutato ad avere una conoscenza approfondita dei cuoi, di come vengono prodotti, arrivando a valutarne la qualità e la loro potenzialità a costituire manufatti così particolari e unici.

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